Quando si parla di "variazione catastale" si rischia di pensare a un singolo adempimento. In realtà non è così: dietro questa espressione si nasconde un'intera famiglia di pratiche molto diverse fra loro, accomunate dal fatto di aggiornare i dati di un immobile presso il Catasto. In questa guida sintetica vediamo cosa si intende esattamente, quali sono le pratiche più comuni e quando ciascuna di esse è necessaria.
Cosa si intende per "variazione catastale"
In senso tecnico, una variazione catastale è qualunque modifica ai dati di un immobile registrati al Catasto: consistenza (numero di vani, superficie), categoria, classe, destinazione d'uso, intestazione, planimetria, posizione sulla mappa. Si presenta sempre attraverso un Tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere) e tramite due procedure informatiche ministeriali, a seconda del tipo di immobile:
DOCFA — DOcumenti CAtasto Fabbricati: si usa per le unità immobiliari urbane (case, negozi, uffici, capannoni);
Pregeo — si usa per i terreni e per le modifiche cartografiche delle particelle. Per approfondire, vedi la guida dedicata all'Aggiornamento del Catasto Terreni.
Una precisazione importante: la variazione catastale non è la stessa cosa dell'Accatastamento. L'accatastamento è la prima iscrizione in Catasto di un immobile mai censito (un fabbricato di nuova costruzione, un rudere recuperato, un'unità completata). La variazione, invece, riguarda immobili
