Quando si parla di "verifiche di regolarità" su un immobile, capita spesso di sentir nominare due documenti apparentemente simili:
- la Dichiarazione di Conformità Urbanistica e Catastale e
- la Relazione di Regolarità Edilizia (RRE).
Entrambi fotografano lo stato dell'immobile rispetto ai documenti ufficiali, ma non sono la stessa cosa: differiscono per portata, livello di approfondimento, base normativa e momento in cui conviene usarli. In questa guida vediamo cosa cambia davvero e quale scegliere in base alla situazione.
Un rapido richiamo: di cosa stiamo parlando
La Dichiarazione di Conformità Urbanistica e Catastale è il documento con cui si attesta, sulla base delle verifiche effettuate, che lo stato di fatto di un immobile corrisponde ai titoli edilizi depositati in Comune e ai dati catastali depositati al Catasto. Nella compravendita, la dichiarazione di conformità catastale è espressamente prevista dalla legge (art. 29 comma 1-bis della L. 52/1985, introdotto dal DL 78/2010 convertito in L. 122/2010) come adempimento dell'atto notarile, e può essere resa dalla parte, eventualmente supportata da un’attestazione di un Tecnico abilitato.
