Il Comune ha cambiato il nome alla via in cui si trova la tua casa. Apri la visura catastale e nella riga dell'indirizzo c'è ancora il vecchio nome. Devi correre dal Catasto a sistemarla? La risposta è meno scontata di quanto sembri: vediamo perché, e cosa conviene fare.
Chi tiene aggiornato l'indirizzo della tua casa
La toponomastica — cioè i nomi delle vie e i numeri civici — è di competenza del Comune: solo l'ente locale può deliberare il cambio di denominazione di una strada. Il dato deve poi propagarsi a tutti gli enti che ne fanno uso, Agenzia delle Entrate compresa.
Esiste un archivio nazionale apposta per tenere allineati questi dati: l'ANNCSU (Archivio Nazionale dei Numeri Civici delle Strade Urbane), istituito con il DPCM 12 maggio 2016 e gestito da ISTAT e Agenzia delle Entrate. I Comuni vi conferiscono e certificano gli odonimi (i nomi delle strade) e i civici, e l'Agenzia aggiorna i propri stradari catastali certificati in collaborazione diretta con i Comuni.
In linea di principio, quindi, quando una via cambia nome non c'è nulla che il proprietario debba fare: l'aggiornamento dovrebbe arrivare in modo automatico anche sulla visura catastale.
Allora c'è un obbligo a carico del proprietario o no?
No. Il puro cambio toponomastico disposto dal Comune non genera un obbligo di dichiarazione catastale